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BoboOlympic 2010: Cartolina da Vancouver

28 febbraio 2010

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Sulla rubrica di RaiBobo.it è il momento di tirare le somme di questa olimpisde canadese con la foglia d'acero sulla bandiera.
Le medaglie, dopo le lacrime di ieri sera per Razzoli sono finite. Il bottino italiano è all'osso, non c'è dubbio che ci aspettavamo di più anche se Torino rimarrà secondo molti un traguardo non raggiungibile nei prossimi decenni.
Ma onestamente troppe, troppe medaglie di legno, troppe delusioni o forse molte speranze costruite come palazzi senza solide fondamenta.
Si è fatto peggio nel passato, questo è certo: ma quello che fa più pensare è che anche questa volta si è già parlato di "rinascita del movimento" ma temiamo che anche questa volta le parole che già partono dal Canada si scioglieranno come la neve di Vancouver.
E come succede per Arianna Fontana, anche la medaglietta strappata coi denti fa piovere una vagonata di polemiche su interi movimenti. Per me manca una chiara cultura sportiva.

Chiuso il quaderno degli azzurri, l'olimpiade Nord-Americana lascia dietro di sè molti difetti e pochi pregi.
Il caso dello slittinista georgiano grida ancora vendetta ed è la punta dell' iceberg di una palese disorganizzazione che si è fatta evidente di giorno in giorno in merito soprattutto agli eventi sportivi più che per l'accoglienza. Per una volta, con un filo di orgoglio, si può dire che Torino 2006 e l'Italia è stata tutta un'altra cosa.
A parziale discolpa c'è da dire che questa è stata l'Olimpiade della sfortuna con condizioni climatiche al limite del tropicale e mille e più inconvenienti non sempre da addebitare agli organizzatori.

Un commento globale: per noi visto il fuso e l'embargo di Sky un commento è molto difficile ma rimane sempre lo spirito olimpico a scaldarci i cuori. Lo spirito che ci fa battere il cuore quando si accende il tripode o quando uno stadio di 50 mila si ammutolisce per un lutto. Lo spirito che ci fa piangere quando Razzoli taglia il traguardo e che ci fa soffrire per una polacca con un polmone bucato in gara. Lo spirito che ci farà ansimare in attesa del prossimo evento a 5 cerchi

Noi ci vediamo domani per chiudere le trasmissioni con il super-pagellone olimpico

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