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Liberate il Wi-Max

13 gennaio 2007

Il WiFi, tecnologia che ha permesso di collegare senza fili ad Internet intere città e luoghi più isolati e non raggiungibili dalla banda larga (anche nel nostro Paese), soffre di alcune limitazioni tecniche che ne impediscono l’utilizzo oltre il chilometro di distanza e con bacini di utenza di dimensioni “metropolitane”. A tal scopo è venuto in aiuto il nuovo e più veloce standard WiMAX (acronimo di ”Worldwide Interoperability for Microwave Access”), che permette ad esempio di coprire una intera vallata alpina con un singolo ripetitore e di accontentare tutti i suoi abitanti.

Lo scorso 5 dicembre 2006, il Ministero della Difesa ed il Ministero delle Telecomunicazioni hanno raggiunto un primo accordo per liberare le frequenze necessarie al WiMAX (al momento utilizzate dai radar militari) e renderle disponibili alle applicazioni civili.
Contemporaneamente alla notizia dell’accordo si è scoperto che esiste l’intenzione di assegnare le frequenze disponibili WiMAX agli operatori commerciali interessati tramite asta pubblica, come già avvenuto per l’assegnazione delle frequenze UMTS.

Il meccanimo dell’asta pubblica è però inefficiente: consolida in generale gli oligopoli esistenti, escludendo dal mercato i piccoli operatori. Andrebbe allora utilizzato un meccanismo alternativo e non di tipo economico (sorteggio, condivisione delle frequenze tra più operatori, creazione di una fondazione pubblica…), che sia aperto a tutti.Per rispondere in tempo ai problemi futuri che potrebbero sorgere, diverse associazioni, tra cui AntiDigitalDivide ed il Partito Pirata, si sono messe in allarme ed hanno deciso di organizzare un GoogleBombing. Sfruttando la caratteristica del noto motore di ricerca Google, che elenca i siti web in base alla loro popolarità ed al numero di link ricevuti, il GoogleBombing consiste nel rendere deliberatamente molto popolare un sito web (o una singola pagina) inserendo in molti altri siti web un articolo e un link che faccia riferimento al sito o alla pagina che si vuole rendere popolare. L’utilizzo della tecnica è legittimo se si dispone di una comunità abbastanza ampia.

In tal modo i sostenitori dell’iniziativa sperano che nei prossimi mesi chiunque usi Google per cercare il termine WiMAX capiti su una pagina (come questa che state leggendo) che contenga le osservazioni in merito alla questione, per far crescere il grado di consapevolezza relativo al problema.
Trovate le informazioni che ho riportato in questo post, insieme a molto altro, alla pagina Liberate il WiMAX.

Come funziona il WiMAX

La tecnologia WiMAX opera in modo simile all’attuale WiFi, ma a velocità superiori, su distanze maggiori e per un maggior numero di utenti. La WiMAX inoltre supporta velocità di trasmissione di dati condivisi fino a 70 Mbit/s.
Un sistema WiMAX è formato da due parti:

* un’antenna di trasmissione WiMAX, analoga alle antenne di trasmissione della telefonia cellulare, che può offrire copertura ad un’area abbastanza ampia, fino a 8.000 chilometri quadrati;
* un ricevitore WiMAX, che può consistere in una scheda PCMCIA o essere integrato in un portatile.

Ci sono due possibili collegamenti WiMAX:

* la modalità non a vista (NLOS, Non Line Of Sight), secondo cui una piccola antenna presente sul computer connette all’antenna di trasmissione. In tal caso, il WiMAX utilizza uno spettro di frequenze inferiore, da 2 a 11 GHz, simile a quello del WiFi.
* la modalità a vista (LOS, Line Of Sight), secondo cui un’antenna fissa punta direttamente all’antenna di trasmissione WiMAX da un tetto o da una superficie aperta: questo tipo di connessione è più stabile e permette di inviare un maggior numero di dati con meno errori. Lo spettro di frequenze utilizzato è superiore, tra i 10 e i 66 Ghz: a frequenze più alte c’è meno interferenza e maggiore larghezza di banda.

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