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America 2008: Primo duello fra i presidenti

27 settembre 2008

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Fischio finale dell' arbitro. Allo stadio dell' Università del Mississipi, è finita in pareggio fra McCain e Obama. Volevano evitare le gaf, volevano tenersi stretti l'elettoto, a costo di diventare noiosi.... Ci sono riusciti!
Questa è la situazione alla fine del primo confronto fra i due candidati presidente che analizziamo punto per punto:
Il confronto era in dubbio fino all' ultimo, perchè lo staff di McCain non aveva ancora confermato la presenza del candidato impegnato a lavorare al Congresso sul piano anti crisi di Bush. Il moderatore è stato Jim Lehrer, giornalista della PBS, conosciuto anche come “il decano dei moderatori” (questo è il suo undicesimo dibattito presidenziale).
  • La prima domanda è appunto su questo provvedimento dell' amministrazione Bush. I due candidati ci girano attorno e confermano la posizione solida di Obama nei temici economici e quella traballante di McCain che patisce l'eredità di 8 anni di repubblicani al governo. McCain accusa Obama di voler aumentare le tasse, Obama accusa McCain di non avere un piano per salvare il ceto medio. Obama e McCain discutono poi sulla definizione di "ricco", e Obama ribadisce di voler tagliare le tasse per il 95% della popolazione. McCain appare per la prima volta in difficoltà, dice che Obama ha votato aumenti di tasse per il ceto medio, ma Obama smentisce.
  • Obama parla anche della necessità degli Usa di riprendere la leadership nello spazio, citando il fatto che la Cina sta per lanciare un suo piano spaziale.
  • Obama torna all'attacco poco dopo, quando ricorda che McCain ha votato il 90% delle volte a favore delle proposte di Bush. "Venire qui dopo otto anni e dire che controllerai la spesa pubblica quando non hai mai fatto nulla del genre è duro da digerire". McCain non ci sta e ricorda la sua fama di "ribelle", citando anche la scelta di Sarah Palin come vice.
  • Alla metà esatta del dibattito, si cambia argomento e si passa alla politica estera, terreno su cui McCain si trova più a suo agio mentre Obama è costretto sulla difensiva. McCain per la prima volta loda Bush affermando che dopo l'aumento delle truppe la situazione in Iraq è buona, mentre Obama sostiene che non si dovesse fare la guerra.
  • Il discorso passa poi all'Afghanistan e al Pakistan. Su quest'ultimo tema, Obama è d'accordo con Bush nel proporre azioni dentro i confini pakistani, mentre McCain ritiene dannoso operare senza la collaborazione del governo di Islamabad. Obama difende la guerra in Afghanistan, nel tentativo di dimostrare di non essere un pacifista ad oltranza, ma di essere pronto ad intraprendere azioni militari quando sono "giuste".
  • Riguardo l'Iran, McCain appare sorprendentemente più moderato rispetto alle sue precedenti posizioni (quando aveva detto che una guerra in Iran sarebbe la migliore delle opzioni), mentre Obama afferma che l'Iran si sia rafforzato grazie alla guerra in Iraq, e che bisogna trattare con Teheran.
  • E' il momento degli appelli finali. McCain fa riferimento al proprio passato "So come guarire dalle ferite di guerra e come trattare con amici e avversari". Obama fa appello al cambiamento "Il prossimo presidente dovrà avere una visione strategica più ampia di quella degli ultimi otto anni".
Secondo il sondaggio della CNN condotto immediatamente dopo il dibattito, il 51% di chi ha seguito il dibattito ritiene che Obama sia andato meglio, mentre il 38% ritiene che abbia vinto McCain. Per la CBS, il 39% ha preferito Obama, il 24% ha preferito McCain e il 37% ha ritenuto che il dibattito sia finito in pareggio.

Prossimo appuntamento giovedì 2 ottobre a St. Louis, presso la Washington University, per il dibattito fra i candidati alla vicepresidenza.
Per l'occasione, America 2008 di mercoledì è spostata a venerdì.

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