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Gene Gnocchi in serie A

6 dicembre 2006

Vi terro' informati sulla sfida avanzata da Gene Gnocchi che vuole giocare almeno 5 minuti in Serie A .
Cominciamo pubblicando il testo integrale dell' Appello apparso sulla Gazzetta

"Questo non è uno scherzo. Io, Gene Gnocchi, 51 anni, nel pieno possesso o quasi delle mie facoltà mentali, chiedo che una squadra di A mi tesseri e mi faccia giocare anche solo cinque minuti prima della fine del campionato.
Sono disposto a superare qualunque test psico-fisico-attitudinale dentro e fuori dal campo. Le ragioni di questa decisione sono essenzialmente 5 e tutte di specchiata e inattaccabile levatura morale:

1. Questo calcio si prende troppo sul serio. La squadra che decidesse di farmi giocare dimostrerebbe un senso dell'ironia almeno pari a quello di Maurizio Mosca quando sostiene per l'ennesima volta che Kakà l'ha già preso l'Ascoli.

2. Questo calcio ha bisogno di un volto nuovo fuori da tutti i giochi, di uno che quando è in campo faccia dire alla gente: di sicuro non è della Gea.

3. La vittoria al Mondiale ha riportato in auge il calcio italiano, ma in Europa continuano a dire che c'è poco spettacolo: ecco, io sono l'uomo giusto.

4. Ho sempre sognato che una velina a cena, guardandomi negli occhi, dopo avermi visto in campo, mi dicesse: "Ti trovo molto attraente anche se non sapevo nemmeno che mestiere facessi".

5. Se Bettarini ha un programma in tv la domenica pomeriggio perché io, allo stesso orario, non posso giocare in serie A?

Ieri a "Quelli che il calcio e…" hanno già aderito alla campagna Marcello Lippi, ex c.t. della Nazionale, Cristiano Lucarelli del Livorno e Attilio Tesser. Se vuoi dimostrarmi il tuo sostegno, o sei una società che intende ingaggiarmi o provinarmi, scrivimi a quellichegnocchi@rai.it e postagazzetta@rcs.it. Insieme possiamo cambiare."

E ora il primo provino con l' Atalanta di ieri martedi' 5 Dicembre 2006

Questa è la cronaca della più bella giornata della mia vita.
Ore 7.30 sveglia: mia moglie che sa del provino mi propone un'autoemotrasfusione, ma vista la difficoltà di reperire una flebo, opto per un miscuglio di creatina, simpamina e biscotti per cani.
Ore 8 esco di casa di corsa verso la macchina e mi accorgo che la polizia mi fa un segnale perché sto superando i 160 orari a piedi. Mi chiedono cosa stia succedendo e dico: "Niente devo solo fare un provino per l'Atalanta". "Ok allora vada tranquillo".
Ore 10.30 arrivo a Zingonia con 3 ore di anticipo e aiuto i magazzinieri a mettere le transenne. Disegno il campo col gesso, preparo il tè e pulisco gli spogliatoi.
Ore 12 arriva il mister Colantuono che mi prende da parte e mi dice: "Questa è la tua grande occasione. Ho già parlato col presidente Ruggeri. Se gli dai 2 milioni e 300 mila euro, forse ti fa fare 5 minuti in serie A".
Ore 13.05 telefono alla mia banca ordinando di smobilizzare alcuni bot che avevo investito.
Ore 13.10 consegno a Ruggeri la somma richiesta e come d'incanto compaiono tuta, accappatoio, scarpini nuovi, il gagliardetto dell'Atalanta e un calendario di Giorgia Palmas.
Ore 14.30 faccio il mio ingresso nello spogliatoio e tutti mi fanno una gran festa tranne Bobo Vieri memore di alcuni rompipallone su di lui. Molto gentilmente mi fa accomodare dentro la doccia e apre l'acqua calda miscelandola a 190 gradi centigradi. A questo punto dico al mister: "Sono caldo. Sono pronto a scendere in campo".
Ore 15 finalmente la partitella. E qui bando agli scherzi, riesco a sciorinare tutto il mio sapere calcistico al punto che Zampagna mi viene vicino e mi dice. «Cavolo, ma tu sei molto meglio di Bettarini…».
Ore 18.30 finisce l'allenamento. I tifosi dell'Atalanta invadono il campo e mi portano in trionfo da Zingonia fin sotto la curva Nord e a quel punto realizzo che forse ce l'ho fatta. Poi in serata arriva la doccia fredda. Mi chiama Ruggeri e mi dice: "Guardi che sul suo bonifico ci sono delle perplessità... Le faremo sapere".




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