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A proposito di compleanni

8 agosto 2007

Dal sito del Corriere... un bellissimo articolo di curiosità.. Da leggere

Ecco come si evolverà il più grande mezzo di comunicazione mondiale

Buon Compleanno World Wide Web!
Nell'anniversario dei 16 anni della Rete il suo fondatore, un fisico inglese, punta ancora al futuro

MILANO - «Il Web è un'invenzione prima sociale che tecnica. L'ho progettato per uno scopo sociale - quello di permettere alle persone di collaborare - e non come giocattolo tecnico. Il fine ultimo del Web è di supportare e migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo» dichiara Tim Berners-Lee, inventore della Rete. Erano i primi di Agosto del 1991 quando Berners-Lee, giovane fisico inglese del CERN di Ginevra, presentò il progetto del World Wide Web, facendo eco ai pionieri dell'Ovest americano («Wild wild West»).
I PRIMI PASSI DI INTERNET - All'epoca Internet esisteva già da oltre vent'anni, era nota come Arpanet già dal '69. Ma fu con gli anni '80 che ebbe la sua maggiore espansione: esistevano già le e-mail, c'erano i protocolli per il trasferimento dei dati come l'Ftp, si usava Telnet per collegarsi ai computer remoti, ma tutto questo era confinato in un mondo estremamente tecnico, universitario e industriale.
NUOVO LINGUAGGIO - In realtà lo scienziato non ha inventato Internet, ha inventato il Web: la rete, ossia gli ipertesti Html con i quali visualizziamo le pagine e il protocollo Http, quello attraverso cui le possiamo raggiungere. Il mondo virtuale interconnesso che oggi festeggiamo, il «comune linguaggio di comunicazione» che avrebbe unificato buona parte della conoscenza umana. Il giovane Berners-Lee, insignito nel 2004 del titolo di Baronetto dalla Regina d'Inghilterra, ha inventato anche il primo Browser, base e vertice delle nostre attività online: un sistema capace di sfogliare la pagine Html inserendo gli indirizzi Http.
W3C - Uscito dal CERN di Ginevra ha trovato lavoro al MIT (Massachusset Instutute of Technlogy) di Boston dove nel 1994 ha fondato il World Wide Web Consortium , conosciuto semplicemente come W3C. Un'associazione senza fini di lucro che si basa su semplici indicazioni: «Il Web è unico perché è libero. Chiunque può creare un documento e metterlo gratuitamente online. Il W3C cerca di evitare che interessi di qualsiasi genere possano porre un freno a questa assoluta libertà» si legge nello statuto della W3C.
OGGI - Oggi Tim Berners-Lee ha 52 anni la sua creatura ne ha 16 e nonostante le trasformazioni bibliche che ha portato alla società umana Tim non ha nessuna intenzione di lasciarla ad altri. Si lavora a pieno ritmo nel quartier generale della W3C. La società è un organismo noprofit enorme di cui fanno parte tutti, o almeno tutti quelli che si occupano della Rete delle Reti. Aziende informatiche del calibro di Microsoft, IBM, Apple, Google, Intel, Sony, Siemens e aziende telefoniche come Ericsson, Nokia, NTT DoCoMo; società di grandi dimensioni appartenenti ai più svariati settori, ma strategicamente interessate alla crescita del Web come l'American Express. Infine università e istituzioni per la ricerca. L'importanza dei suoi membri fa del W3C un organismo di grande autorevolezza e molti sono portati a chiamarlo il Consorzio, per antonomasia.
IL FUTURO - Dopo l'invenzione del linguaggio XML che la maggior parte di noi ha conosciuto attraverso gli aggregatori di feedRSS, ma che ha innumerevoli usi, il Consorzio sta lavorando da alcuni anni alla progettazione del cosiddetto Web Semantico ossia il futuro della rete. Ci vorranno ancora degli anni prima che gli utenti ne vedano la realizzazione, tuttavia questa nuova idea sta già facendo discutere. Si tratta di una visione completamente nuova dell'information technology e non per niente si basa sul concetto che ognuno (ogni creatore di contenuti) possa determinare una propria ontologia delle informazioni, determinare cioè a livello informatico gli attributi di un'istanza, sia essa un sentimento, un oggetto, un'idea. Dopo il mondo interconnesso, avremo l'individuo intercollegato, capace di creare mondi e influenzare quello (o quelli) degli altri. Non una verità ma molte, non un'opzione di ricerca generalista, ma un pullulare di specificità. Se avevamo creduto che il Web 2.0 e i social network fossero il futuro ora sappiamo che sono solo il presente, o forse l'eco di un mondo a venire.

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