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Susan comes back

6 giugno 2009

La storia della nostra Susan Boyle nelle ultime settimane aveva preso una brutta piega.

Priama qualche dissapore nella semifinale del reality Britain's got talent, poi la sconfitta e la seconda posizione nella finale con annessa protesta verso giudici e mezzo esaurimento nervoso.
Troppo stress per la nuova stella televisiva inglese che sembra essersi ripresa come testimonia questo pittoresco articolo di Stefano Havana per Tv Blog

Susan Boyle si è alzata e ha camminato. Come Lazzaro, con le stimmate della notorietà assoluta in luogo delle bende. Qualunque cosa l’abbia condotta su quel letto d’ospedale, ora s’è ritirata, lasciando spazio solo al futuro, agli affetti e agli imminenti impegni. Perché la Boyle, il brutto anatroccolo di Britain’s Got Talent da 200 milioni di visualizzazioni su YouTube, cantante era e cantanta è rimasta. Pronta a dare il meglio di sé e a dimostrare che sì, c’è vita oltre il talent show.

Il fratello Gerry ha dichiarato a GMtv:
“Sembra essere tornata se stessa. Credo che le cose stiano diventando chiare adesso e che sia molto più felice. Si è resa conto che il suo sogno è diventato realtà ed ora davvero diventerà una cantante”.

Gaudeamus. La bruttina stagionata, idolo dell’ipocrisia di piazza - quella stessa piazza che eleva a Miti Mediatici Assoluti i brutti, gli storpi, i diversi, i colorati, i ciechi, i paralitici, salvo poi ghettizzarli nella Vita Reale - vivrà e lo farà dietro a un microfono. “E’ scesa da una Mercedes grigio metallizzato proprio di fronte a una boutique di Radlett -ha raccontato un passante -. Indossava un vestito a fiori e aveva un ottimo aspetto. Sorrideva e ci salutava come una regina”. Ci siamo: il processo consueto, dopo qualche flebo, un po’ di onesta preoccupazione, e un paio di tranquillanti, è iniziato. Dove la porterà, solo il futuro lo potrà dire ma, nel frattempo, già qualche certezza c’è, miei prodi.

La Boyle parteciperà molto probabilmente al tour dei concorrenti del programma, al via il 12 giugno a Birmingham. Voci di corridoio sussurrano di un interessamento metafisico di Andrew Lloyd Webber relativamente a un musical previsto al West End, laddove luccicano le note musicali in luogo di stelle. Il 4 luglio la signora, ex disoccupata, canterà a Washington per Barack Obama, anche lui battuto, in qualche modo, dalla Boyle, visto che i video del presidente di colore sono stati visti qualche milione di volte in meno della cantante bruttarella. C’è dell’ironia, in tutto ciò. O no?
In attesa del processo di beatificazione - che non s’è mai negato a nessuno - noi si aspetta e si assiste con trepidazione all’incredibile parabola di questo brutto anatroccolo dalle uova d’oro.

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