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America 2008; Convention democratica Day 1

26 agosto 2008

Torna dopo un mese di stop la rubrica che segue la lunga corsa verso le elezioni americane che il 4 Novembre sanciranno il sostituto di George W. Bush.
Breve riassunto.
Nel mese in cui questa rubrica ha taciuto, due cose abbastanza importanti sono successe.
Dopo l'onda lunga della trasferta di Berlino che tanto ha infiammato i cuori europei al suo ritorno Obama ha dovuto fare i conti contro i veri problemi del suo cammino. Un'economia americana che ristagna e a cui Obama sembra non rispondere a dovere e il grande punto di domanda della campagna del senatore: la politica estera. La crisi georgiana sembra dare un spinta a McCain dalle posizioni più radicali nei rapporti con l'ex colosso sovietico.

In secondo luogo Barak, in mezzo alle critiche sulla sopra citata politica estera e sulla sua eccessiva svolta a sinistra ha fatto la scelta del suo candidato vicepresidente. E' Joseph Biden, 65 anni, Senatore del Delaware e Presidente della Commissione esteri del Senato. La scelta di Biden è stata andettata dalla necessità di avere al fianco un esperto di politica estera, in un momento in cui la crisi russo-georgiana e le dimissioni di Musharraff in Pakistan hanno riportato gli scenari internazionali al centro del dibattito.

Biden, navigatissimo politico del congresso, un Andreotti made in U.S.A, ha battuto la concorrenza tra gli altri della nostra Hilary e ha messo in allarme il partito perchè molti degli elettori della senatrice scontenti di questa nomina sarebbero disposti a votare McCain.

Un McCain che ora recupera vertiginosamente nei sondaggi sull' onda lunga del popolo che ora vuole i fatti e non solo il sogno americano promesso da Barak; per alcune società di sondaggi si parla già di sorpasso repubblicano.

In questo clima di incertezza ieri pomeriggio a Denver, Howard Dean, presidente del partito democratico ha aperto la convention del partito. Come segno di distensione gli eletti di Florida e Michigan sono stati invitati insieme agli altri 4400 delegati dopo che lo spostamento delle loro primarie li aveva portati all'esclusione dal partito.

Hanno parlato poi Nancy Pelosi, Jesse Jackson Jr. e Claire McCaskill.

Ma il primo evento della giornata è stato il lungo discorso di Michelle Obama, moglie del candidato presidente. Un discorso fatto sui valori della famiglia, del matrimonio ma anche un'apertura verso la ex rivale Clinton e la grande famiglia democratica.
Per ascoltare il suo discorso clicca qui

Commovente la presenza di Ted Kennedy, ormai ottantenne senatore di nobile famiglia che pur con una recente operazione per un tumore maligno al cervello ha invitato la platea a unirsi attorno al nome di Barak Obama.
Se vuoi ascoltare il suo discorso clicca qui.
Festa made in USA quella di Denver, una parete di megaschermi fantascentifici, dirette oceaniche di tutte le reti di informazione, tutta l'america in qualche centinaio di metri quadri.

La festa Democratica è stata parzialmente rovinata dalla notizia che un gruppo di suprematisti bianchi stava preparando un attentato contro Obama. Sono state arrestate quattro persone che hanno confessato che l'omicidio sarebbe dovuto avvenire giovedì, durante il discorso di accettazione della nomination.

RaiBobo seguirà la convention democratica fino a giovedì.
Per le informaizioni di sponda repubblicana invece tutto è rimandato alla settimana prossima quando comincierà in Minnesota la convention del partito di McCain.
Intanto ecco il servizio sulla prima giornata firmato SKYTG24.

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